App Immuni: niente paura (ma scaricala!)

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In questi giorni di numeri in ascesa, due temi sono tornati di grande attualità: l’app Immuni e i timori legati a un nuovo picco della pandemia.
Cerchiamo di capire come, oggi, sia il caso di essere più cauti rispetto a ieri (ma senza eccessi) e come Immuni è evoluta nel tempo.

“Numeri più alti” non vuol dire necessariamente “peggiori”

Senza dubbio ogni volta che certe curve tornano a salire è giusto preoccuparsi un po’ di più.
E’ altrettanto importante tenere a mente che, anche se i numeri sembrano simili a quello del primo picco, attualmente vengono fatti molti più tamponi e a uno spettro di persone molto più ampio di persone.
I dati che leggiamo in questi giorni, quindi, ci restituiscono un quadro molto più realistico della situazione, rispetto a quello che avevamo a marzo/aprile.

Analizzare i numeri è molto più complicato di quanto sembri, quindi non voglio peccare in presunzione sconfinando in un campo non mio.
Quello che, però, mi sento di fare è consigliarti una lettura che può aiutarti a interpretare la situazione senza allarmismi immotivati e un articolo che spiega efficacemente perché è meglio non concentrarsi solo su alcuni numeri.

App Immuni: più privacy non si può

Sono assolutamente consapevole che l’App Immuni sia legata strettamente a legittime preoccupazioni in termini di privacy.
E’ giusto porsi certe domande, in particolar modo quando è in ballo la nostra salute. Permettimi però di sottolineare come Immuni sia considerata una delle più sicure in Europa. Inoltre se il tuo timore è che dei privati sappiano qualcosa di te, sappi che dal 13 ottobre l’app è passata di mano: ora è 100% statale.
Forse proprio per questi due motivi, solo nell’ultima settimana, l’app è stata scaricata 1,1 milioni di volte!

Sul sito di Immuni troverai tutti i dettagli su quanto è stato fatto per tutelare la tua privacy

App Immuni: come funziona

Se a livello di privacy abbiamo tutte le garanzie del caso, proviamo a vedere per sommi capi come funziona.

In estrema sintesi il tuo cellulare tiene traccia, anonimamente e via Bluetooth, dei cellulari a cui è stato vicino per un po’.
Se il proprietario di uno di quei cellulari dovesse risultare positivo al coronavirus e lo comunicasse alla sua app, apparirà una notifica a tutti quei cellulari cui è stato vicino.

Non viene detto chi, ma ti viene comunicato semplicemente che sei stato nei pressi di un caso positivo. Non vuol dire che sei infettato, non vuol dire che ti verrà a cercare nessuno e non sei tracciato. La notifica serve solo per dirti “Guarda.. forse conviene che fai un controllo in più“; quello che farai da lì in poi dipende solo da te.

Ma in pratica, perchè dovrei installarla?

Avrai sicuramente letto o sentito in questi giorni di notizie controverse relative a Immuni: regioni che non lo hanno usato fino a ieri, personaggi pubblici che confessano di non averla ancora sul proprio smartphone, dati non scaricati e così via.

Al di là di tutte le polemiche, forse talvolta anche un po’ strumentali, resta però un fatto “tecnico”: al netto di alcuni difetti, Immuni oggi è l’unico strumento digitale concreto che abbiamo a disposizione per contrastare il diffondersi della pandemia.

Ci ripetiamo costantemente che questo virus ci ha allontanati, ma in realtà è solo restando uniti che possiamo tornare alla normalità: non fisicamente ma nei comportamenti.
Come? Rispettando le regole di igiene di base, il distanziamento e l’uso della mascherina; evitando quanto più possibile assembramenti; e infine, utilizzando proprio Immuni che come una sentinella invisibile veglia sulla nostra salute.

Il claim di Immuni è: “Aiuta te stesso, la tua famiglia e il tuo Paese.”
Suona un po’ stucchevole, lì per lì. Però, in fondo, è vero.

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