E’ stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DPCM 26 aprile 2020 relativo alle disposizione da attuare nella fase 2, quella chiamata di “condivisione con il coronavirus” e che entra in vigore dal 4 maggio. Da questa data infatti, molte aziende potranno riaprire a condizione di poter garantire la massima sicurezza ai loro dipendenti.

La prosecuzione delle attività produttive può infatti avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino ai lavoratori adeguati livelli di protezione. La mancata attuazione di tali misure determina la sospensione dell’attività fino al ripristino delle condizioni di sicurezza.

Ma quali sono quindi le disposizioni che si devono attuare per poter riprendere la propria attività? Vediamole nel dettaglio.

Tutte le misure igienico sanitarie

Come si legge nell’allegato 6 del suddetto decreto le aziende che possono riaprire e che non possono usufruire dello smart working, dal 4 maggio sono obbligate a informare tutti i lavoratori e chiunque entri in azienda di aver messo in campo tutte le disposizioni poste dalle Autorità per poter riprendere l’attività. Per far ciò devono munirsi di depliants informativi da consegnare e/o affiggere all’ingresso e nei luoghi maggiormente visibili dei locali aziendali.

In pratica l’azienda, per poter riaprire, deve assumere dei protocolli di sicurezza anti-contagio contenenti tutta una serie di obblighi, tra i quali:

  • adottare strumenti di protezione individuale (come mascherine, guanti e camici) laddove non fosse possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro come principale misura di contenimento;
  • garantire la pulizia giornaliera e la sanificazione periodica dei locali, degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni e di svago;
  • mettere a disposizione idonei mezzi detergenti per le mani;
  • limitare al massimo, per le sole attività produttive, gli spostamenti all’interno dei siti;
  • scaglionare gli orari di ingresso e di uscita dei dipendenti;
  • dedicare due porte diverse, una di entrata e una di uscita, dai locali comuni come ingresso, mensa e spogliatoi.

Ricordiamo infine che, dal 4 maggio, potranno riaprire solo le aziende con il codice ATECO presente nell’allegato 3 del suddetto decreto. Le prime a ricominciare saranno quelle del settore manifatturiero, tessile, moda, automotive, comparto del vetro e costruzioni.
Il commercio al dettaglio invece dovrà aspettare il 18 maggio, mentre bar, ristoranti, parrucchieri ed estetisti potranno ripartire il 1 giugno.

Fonte e per approfondimenti:
DPCM 26 aprile 2020
Allegato 3 del DPDCM 26 aprile 2020 – Codici ATECO
Allegato 6 del DPCM 26 aprile 2020 – Misure contenitive del virus

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